Cantieri Navali N3C di Stocco & C.SRL


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La Storia

La N3C nasce e si sviluppa dalla passione e dall'esperienza di tre persone : Ermes Stocco, Simone Stocco e Giuliano Chiggiato, Quest'ultimo era già prima il "responsabile tecnico di officina meccanica" del cantiere, esperto di motori nautici e di allestimenti in acciaio, con una esperienza maturata in oltre trent'anni di attività.
Ermes Stocco si forma professionalmente nel Cantiere Navale di Loreo, paese in cui è nato e tutt'ora vive, distinguendosi per la sua particolare abilità e diventando "Maestro d'ascia" uno dei pochissimi oramai rimasti in attività , ha alle spalle più di 40 anni di lavoro nel settore nautico. Costruisce imbarcazioni con le proprie mani e con tecniche antiche .
Nel 2002 Ermes Stocco e il figlio Simone (il quale da anni lavora con il padre per apprendere tutti i segreti di un mestiere che anch'egli ama) incontrano Giuliano Chiggiato, assieme rilevano e rivoluzionano la N3C.
Nel cantiere vengono costruite imbarcazioni e pontoni in legno e vetroresina per la pesca ,per il trasporto e per la lavorazione dei mitili.
La N3C si occupa anche dell'allestimento delle costruzioni ,della parte idraulica e meccanica, consegnando cosi al cliente l'opera finita "chiavi in mano" , inoltre aiuta acquirente con la gestione della pratica per quanto riguarda l'iscrizione nei registri marittimi e i collaudi.



Da 43 anni Ermes Stocco forgia barche di ogni tipo seguendo antiche regole



Lo sguardo fisso sul legno, poi una serie di colpi leggeri ma decisi che scavano, lisciano, danno forma. Il ritmo si ferma, la mano controlla il risultato, poi i colpi riprendono per continuare a creare quella che sarà lo scheletro, la struttura portante del fasciame che diventerà una barca. Ermes Stocco è uno degli ultimi maestri d'ascia. Un mestiere che riporta la mente agli arsenali dell'antichità, dove questa figura era una delle più importanti per creare le navi che formavano flotte mercantili o da guerra. Stocco, 57enne, vive a Loreo, piccolo comune del Delta del Po, dove ha iniziato fin da bambino ad appendere i segreti del mestiere. Una professione che è quasi del tutto scomparsa con l'avvento delle tecnologie, ma che sopravvive in alcuni cantieri artigianali specializzati nella costruzione di imbarcazioni in legno.

Quella del maestro d'ascia Ermes Stocco è una vera e propria passione, racconta. Cresciuto, non solo professionalmente, nell'antichissimo "Squero Doni" di Loreo, ha appreso il mestiere dall'allora maestro d'ascia Dagoberto Doni, assimilando tecnica e passione. Una professione, questa, seppur in via d'estinzione, che rimane comunque peculiare nel settore della nautica e che è una vera e propria arte. Oltre al parere tecnico di un ingegnere, infatti, il progetto di un'imbarcazione, necessita della firma di un maestro d'ascia, per poter passare al collaudo e quindi al mare.
Il "maestro d'ascia" esegue un lavoro manuale che, in ogni sua fase, richiede precisione, esperienza, passione. E tutto questo accompagnato da un rapporto simbiotico con l'immancabile "attrezzo", l'ascia. "E' uno strumento che non è possibile trovare in commercio" sottolinea Stocco, "l'ascia che uso è fatta a mano da un fabbro esperto e bilanciata alla perfezione".
Dalla scelta dei legnami, alla loro preparazione, dalla particolare tecnica della curvatura a fuoco delle travi, svolta da mani esperte, alla rifinitura dell'intera opera con l'ascia, sono richieste molte ore di lavoro, una grande conoscenza del settore, e anni di pratica. Ermes Stocco, dopo sei anni di esperienza nella costruzione di imbarcazioni in legno, a fianco di un professionista del mestiere, e dopo tre anni dalla richiesta effettuata al Compartimento Marittimo di Chioggia - come vuole la prassi - ho potuto sostenere nel '93 l'esame per ottenere il brevetto per esercitare a pieno titolo la professione di maestro d'ascia. Frammenti di un'arte, questi, in un lavoro che è poesia.
"Vedere nascere un'imbarcazione da semplici tronchi di legno accatastati al suolo, è per me un'esperienza sempre nuova ed emozionante" dichiara entusiasta Ermes che, dopo 43 anni passati a costruire barche, si emoziona ancora di fronte al proprio lavoro, e continua ad amarlo come un tempo. Con pazienza marinara e devozione, il maestro d'ascia stabilisce le fasi della lavorazione. Il progetto iniziale, creato da lui stesso e da un ingegnere, prevede la sagomatura su pannelli, a dimensioni reali, dell'imbarcazione. Si procede poi, alla preparazione delle assi, intagliate dei tronchi di rovere o iroko. Dal dritto di prua, con la chiglia - che rappresenta la prima fase dell'opera - allo specchio di poppa, si crea il telaio, o scheletro della barca. Con l'antico metodo della curvatura delle assi a fuoco, per mezzo della canna palustre, si da vita allo scafo, che poi verrà modellato e rifinito. Segue, infine, la fase del calafataggio con la stoppa, e l'imbarcazione viene stuccata e pitturata. Sempre le stesse fasi di lavoro per creare ogni volta un'opera d'arte senza eguali. Ogni imbarcazione è diversa dall'altra. Servono continuamente passione e la pratica di una vita. Anni d'esperienza, che hanno portato Ermes Stocco a lavorare su diversi tipi di imbarcazioni, da trasporto, da diporto, da pesca, costruendo natanti di diverse metrature, nel giro di pochi mesi. E che hanno portato a trasmettere al figlio, Simone di 29 anni, la stessa passione per questo antico mestiere che è una tradizione al punto che, lavorando da anni con il padre, si sta preparando a diventare a sua volta un esperto maestro d'ascia. E la tradizione continua.

di Barbara Berto - anno 2002



Il lavoro quarantennale di Ermes Stocco
Il grande maestro d'ascia è loredano


Nel XXI secolo c'è ancora chi sa costruire una barca in legno interamente a mano ricavando ogni singolo pezzo, indispensabile alla struttura, dallo scheletro al fasciame per cui le tavole vengono tutte curvate dal fuoco, senza l'ausilio della tecnologia, ma solo seguendo i metodi tradizionali e usando la forza delle proprie braccia e l'esperienza accumulata in anni di lavoro. Nel cantiere di Ermes Stocco a Gorino Ferrarese, non c'è posto per i computer se non nell'ufficio della segretaria. Ermes, nato e residente a Loreo, è maestro d'ascia e da più di quarant'anni costruisce imbarcazioni in legno seguendo le regole antiche di questo mestiere appreso nell'antichissimo "squero" Doni di Loreo dall'allora maestro d'ascia Dagoberto Doni. Ermes, affiancato dal figlio Simone che intende seguire le orme paterne essendo già in procinto di ottenere il brevetto per esercitare questo antico mestiere, ha prelevato il 30 giugno del 2002 la Nautica Tre C. Dopo aver chiesto al comune di residenza e ai paesi vicini la disponibilità di uno spazio per la sua attività, Ermes ha trovato l'interesse e l'appoggio del comune di Goro che ha adibito una porzione del suo territorio all'ubicazione dello "squero". Nel piccolo comune la famiglia Stocco ha incontrato subito la disponibilità di Giuliano Chiggiato, responsabile tecnico di officina meccanica ed esperto installatore di motori e allestimenti in acciaio su barche. Da questo sodalizio è nato un cantiere che si è in breve specializzato non solo nella costruzione in legno, ma anche negli allestimenti meccanici e quindi in grado di consegnare al cliente l'imbarcazione pronta all'uso.
Ma lo "squero" di Ermes Stocco realizza anche pontoni da posizionare all'interno degli impianti di allevamento dei molluschi oltre a imbarcazioni in vetroresina in misure che vanno dai 5,90 ai16 metri.
La Nautica Tre C (ora N3C) si appresta ora a un lavoro molto importante che esula la costruzione di imbarcazioni, infatti oltre alle loro consuete attività, Ermes e Simone sono impegnati nella costruzione del famoso mulino sul Po tratto dal lavoro letterario di Riccardo Bacchelli. Il lavoro, fortemente voluto dal Sindaco di Ro Ferrarese e finanziato con fondi europei, è frutto di un appalto vinto da Stocco nel luglio 2003. La costruzione rispecchierà il modello degli antichi mulini dei primi del '900 e verrà realizzato seguendo i metodi del tempo. Il progetto, seguito dall'ingegner Francesco Prinzivalli, sta finalmente volgendo al termine dopo un cammino durato quattro anni, il mulino infatti sarà pronto per giugno 2004 e, dopo il posizionamento nel Po di Ro Ferrarese, diventerà un museo galleggiante sulla storia del Bacchelli.

Per la Nautica Tre C ha parole di lode anche l'assessore al turismo e all'ambiente di Goro Vadis Paesanti: "Ermes Stocco ha portato a Goro una professionalità molto elevata in fatto di barche, ora sono molti i comuni che si rivolgono a noi per quello che riguarda la costruzione di imbarcazioni e strutture per la pesca e questo è motivo di vanto. Inoltre il nostro maestro d'ascia - aggiunge orgoglioso Paesanti - ha realizzato un 5 metri e 50 (una battana con vele al terzo risalenti al 1949) che, nelle gare con imbarcazioni tipiche che si svolgono all'annuale manifestazione dell'Associazione Nazionale Lagune d'Italia a cui appartiene anche Goro insieme ad altri centri lagunari di grande importanza come Venezia, Orbetello e Marsala, si è classificato quinto".
Un lavoro antico in grado di generare sempre emozioni nuove quindi e, che grazie all'impegno di Ermes e Simone Stocco, sta rivivendo una nuova giovinezza a cavallo tra Veneto ed Emilia Romagna.

di Claudia Marangon LA PIAZZA - MARZO 2004


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